Drumpills : Early jazz (parte III)

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Un’ innovazione chiave sui ritmi Second Line chiamata “Big Four” venne introdotta dal leggendario cornettista Buddy Bolden (definita da Wynton Marsalis il primo vero ritmo sincopato) e fu seminale per la libertà d’improvvisazione nell’early jazz.
La seconda parte di questa ritmica è un modello ritmico conosciuto come Hambone, derivato dalle tradizioni musicali dell’africa sub-sahariana.

Grazie all’incontro delle millenarie tradizioni percussive africane con la codificata musica marziale (vedi Capitolo II – Rudiments – La storia) lo sviluppo della batteria fu piuttosto rapido.
Storia del jazz , incontri di culture ed evoluzione della batteria si legano
indissolubilmente almeno fino alla fine degli anni 50.
Le batterie cominciarono a diventare più complesse, con l’introduzione di strumenti percussivi come piatti cinesi, woodblocks, tample blocks e campanacci e con la complessità della composizione dello strumento il compito del batterista diventa sempre monotono.
Da “metronomo” per i solisti, la batteria guadagna col tempo un ruolo di primo piano anche in fase solistica.
Il 26 febbraio del 1917, l’Original Dixieland Jass Band ( con alla batteria Tony Sbarbaro) effettua le prime registrazioni commerciali con una batteria in formazione : “Dixie Jass Band One-Step” / “Introducing That Teasin ‘Rag” e “Livery Stable Blues” (Victory Talking Machine Company).
L’italoamericano Sbarbaro diventa quindi il primo batterista ad essere registrato nella storia ( a discapito di Johnny Stein, uscito l’anno precedente dalla band).
Vale la pena citare il fatto che nell’Original Dixieland Jass Band c’era un’altro italo americano, Nick LaRocca.
All’epoca, New Orleans aveva rapporti commerciali diretti con la Sicilia (Palermo in particolare) con cui scambiava arance e cotone.
Questa linea ha portato diversi italiani a trasferirsi nella città statunitense portando la musica popolare siciliana a mescolarsi con le influenze musicali già presenti sul territorio.
Per anni si è pensato che Papa Jack Laine (batterista e bandleader) fosse di origine italiane ma si è rivelata una credenza sbagliata, avendo infatti origini francesi.
A Laine va il merito di essere stato uno dei primi integratori razziali, in una New Orleans praticamente blindata (i quartieri erano rigorosamente suddivisi in base alle “razze”).
I musicisti della Original Dixieland Jass Band (ad esclusione dello sfortunato pianista Henry Ragas, che non solo si percepisce a mala pena dalle registrazioni, ma morì anche poco dopo giovanissimo a causa dell’influenza spagnola) hanno militato in una delle tantissime band di Laine che, nel corso della carriera, ha assunto almeno 150 diversi musicisti, che comprendevano le più disparate etnie (italiani, afroamericani, messicani, creoli).
Laine, polistrumentista, assunse anche diversi batteristi, tra cui il più degno di nota è forse Ragbaby Stephens.
A partire dalla metà degli anni 20′, molti musicisti si trasferirono a nord, per maggiori opportuinità lavorative nelle grandi città come Chicago e New York, mescolando ulteriormente le varie pulsazioni ritmiche di diverse regioni.
Maestri nel mescolare gli stili (e già dotati di un ottima tecnica con le spazzole) sono Warren Baby Dodds e Zutty Singleton.
Una notevole testimonianza di questo periodo sono le registrazioni di Jelly Roll Morton (che si dichiarò più volte “inventore” del jazz”) con i suoi Red Hot Peppers (con Baby Dodds e Andrew Hilare alla batteria).
Tra i brani delle storiche registrazioni del 1926 ci sono Black Bottom Stomp, Dead Man Blues, Original Jelly Roll Blues, Doctor Jazz (Hilare).
Nelle registrazioni del 1927 (Bale Street blues e ) vedono Baby Dodds alla batteria.
Nel 1926, Barney Walberg della compagnia Walberg e Auge sviluppa il primo vero modello di hi-hat (non il primo, precedentemente si simulava il suono dei piatti di una banda con un piccolo piatto attivato dal colpo della cassa e successivamente dal low boy, un “prototipo” di charleston alto circa 20 cm azionato dal piede sinistro e composto da un piatto più leggero inferiore e uno più piccolo ma più pesante superiore, in modo da facilitare il “chick” dei piatti altrimenti penalizzato dalla limitata corsa del dispositivo.
Nel frattempo, il piede che guida la cassa della batteria comincia a svilupparsi (come nel caso del velocissimo piede del rispettatissimo batterista e bandleader Chick Webb).
Per una maggiore comprensione del drumming Dixieland, vi consiglio caldamente il metodo di Ray Bauduc : veramente illuminante per avere una panoramica completa su quello che era il drumming della prima era.

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